Michelangelo Buonarroti a Bologna

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Michelangelo Buonarroti (Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564) è stato uno scultore, pittore, architetto e poeta italiano.

Il suo nome è legato alla cultura del Rinascimento italiano e alla protezione di Lorenzo de’ Medici. E’ considerato ancora oggi uno dei maggiori artisti di tutti i tempi.
La sua formazione e attività artistica è legata soprattutto alla città di Firenze, ma anche la città di Bologna, che lo ospitò due volte, conserva alcune sue opere.
Entrambi i soggiorni purtroppo non furono piacevoli per Michelangelo.

Primo soggiorno bolognese

La prima volta che Michelangelo mise piede a Bologna fu nel 1494 a seguito di coincidenza spiacevole per la sua carriera: la morte di Lorenzo De’ Medici (1492).
Lascia quindi Firenze per raggiungere Venezia in cerca di fortuna,ma non trova alcuna committenza.

Michelangelo Buonarroti a Bologna - Basilica di San Domenico

Arriva così a Bologna, cui non perdonò mai l’affronto di dover pagare 50 scudi in qualità di straniero. Michelangelo non ha i soldi richiesti, ma per fortuna prima dell’arresto interviene per lui Giovan Francesco Aldrovandi. Aldrovandi è il senatore della città, paga il tributo e lo assume come scultore.
Gli affida così il compito di completare l’arca all’interno della Basilica di San Domenico a seguito della scomparsa di Niccolò dell’Arca.
Qui il Buonarroti realizza tre statue: San Procolo, l’Angelo portacero e San Petronio che con entrambe le mani cinge la rappresentazione della città entro cui sono ben visibili le torri Garisenda e degli Asinelli.

A lui è anche attribuita l’aquila sulla sinistra del Palazzo D’Accursio.

La seconda volta che Michelangelo Buonarroti venne a Bologna

Dodici anni dopo Michelangelo torna, malvolentieri, a Bologna nel 1506. Infatti Papa Giulio II della Rovere, avendo da poco scacciato i Bentivoglio e conquistato la città, gli commissiona un suo ritratto da realizzare con una statua in bronzo.

Non si sa molto di questa statua, pare che sia stata forgiata nella fucina dietro Piazza Galvani e che rappresentasse un Giulio benedicente seduto su un trono posto sulla facciata di San Petronio come monito ai cittadini.
La cosa non piacque ai bolognesi tanto che tre anni dopo, nel 1511 con la riconquista dei Bentivoglio, furono loro stessi a distruggere la statua.

I resti, venduti al duca di Ferrara Alfonso d’Este, furono utilizzati per costruire “la Giulia”, la più grande colubrina (cannone) del tempo.
Dopo questa esperienza Michelangelo non tornò mai più a Bologna e né realizzò un’altra statua in bronzo nel corso della sua vita.

Sebbene l’esperienza bolognese non fu delle migliori per Michelangelo è una fortuna per Bologna poter conservare queste sue opere.

Non lasciatevi sfuggire questa occasione, venite anche voi ad ammirarle!