La festa dei neolaureati dell’Alma Mater

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All’ Università di Bologna vige una magnifica tradizione che prevede la distruzione totale della dignità di una persona: la festa dei neolaureati.

Nessun neo-laureato all’Alma Mater può sfuggire infatti ai folli festeggiamenti che gli spettano in quanto novelli dottori.

Solitamente è compito degli amici del festeggiato organizzare scherzi e giochi per metterlo in imbarazzo e fargli ricordare quel giorno per il resto della vita.

Una sorta di rito di transizione, un degno finale dopo le tante fatiche.

Uscito dalla discussione, il nostro dottore verrà inondato da una pioggia di coriandoli, neanche fosse stata la sua miglior performance a X-factor e da fiumi di spumante come se avesse vinto alla Formula 1.

Ma perché limitarsi, quando si può rendere memorabile, una giornata già di per sé indimenticabile?  

1. Il papiro della festa dei neolaureati

La tradizione vuole che al laureato sia fatto leggere ad alta voce uno scritto in versi che gli ricordi i momenti più imbarazzanti della sua vita, come quella volta in cui se l’è  fatta addosso a scuola. Se è possibile farlo leggere davanti a un grande pubblico ancora meglio, la figuraccia sarà ancora più eclatante. Quando questo sbaglierà, incespicherà o balbetterà, dovrà bere qualcosa di alcolico e riprendere dall’inizio. Anche in questo caso, la versione più sadica comporta l’aggiunta di qualche interferenza, come rumori improvvisi, che lo distraggano.

Il tempo di reclusione in casa dopo questo momento? Come minimo tra i 2 e i 5 giorni.

2. Il travestimento

Appena uscito dalla discussione con l’adrenalina in circolo e la leggerezza di un pavesino con lo 0,0% di grassi, il laureato verrà travestito da qualcosa di imbarazzante. Alcune volte relativamente al suo corso di studi, altre alla sua personalità o a ciò che gli piace.

Così la città si riempie di creature mitologiche, splendide fatine con i polpacci da uomo, stripper, personaggi celebri, ma anche grossi e ingombranti costumi di gommapiuma e cartelloni con prese in giro. Dopodichè gli spetta una sfilata all’American Next Top Model per tutta la città (non dimenticatevi di fare un book fotografico!).   

Tempo di reclusione dopo questo momento: tra i 10 e i 20 giorni. Se avviene la diffusione mediatica della scena, è possibile che voglia ficcare la testa sotto la sabbia come gli struzzi.

3. Il tour

Una volta che il nostro povero sventurato è vestito di tutto punto, con l’immancabile corona d’alloro (la tradizione bolognese vuole che ogni facoltà abbia un suo personale colore), allora sarà pronto per il prossimo step che non può assolutamente mancare ad una festa di un neolaureato.

Che senso ha laurearsi se la notizia non si diffonde per tutta la città? Che sia vestito normalmente o da orsetto abbraccia tutti, il laureato sarà portato per tutti i bar, oppure semplicemente in giro per le strade, per adempiere alle varie penitenze a cui verrà sottoposto. Fortunatamente per lui, il suo tasso alcolemico sarà talmente alto da non fargli neanche lontanamente percepire il pesante imbarazzo. Il giro turistico è accompagnato da un canto popolare tipico di queste occasioni: “dottoooore, dottoooore, dottore del buco del…” che lo seguirà e lo precederà nei suoi spostamenti, celebrando l’inutilità del suo nuovo titolo.

Tempo di reclusione? Direi da quel momento fino alla fine dei giorni.

4. Le interviste durante la festa dei neolaureati

Il più classico gioco per mettere in ridicolo il vostro amico laureato, è quello di farlo interagire con degli sconosciuti. Per fare ciò, organizzate una specie di intervista, dove il neo dottore interpreterà il giornalista, il quale dovrà porre ad estranei domande assurde ed imbarazzanti. Questo è il miglior test per dimostrare la sua faccia tosta.

Se vi state chiedendo cosa farà il vostro amico dopo questa performance, mi dispiace ma non siete tenuti a conoscerlo, dato che si è appena fatto inserire nella protezione testimoni con tanto di cambio di identità.

5. La scatola misteriosa

Una volta che non proverà più imbarazzo per il look discutibile e le pessime figure, sarà giunto allora il momento dei giochi.

Uno dei più famosi è la “scatola misteriosa”. Per realizzarlo bastano una benda, una grossa scatola e un pò di fantasia.

Si riempie la scatola con polistirolo, una serie di oggetti dalle varie consistenze, miele, schiuma da barba, oggetti di forma ambigua, magari qualcosa che si muove che simuli un qualche animale o addirittura qualche trappola per topi (di quelle di carnevale) e chi più ne ha più ne metta. Il nostro dottore dovrà infilare la mano nel sacco e iniziare a tastare i vari elementi, cercando di indovinare cosa sono. Le facce di disgusto e di terrore saranno impagabili.

E se vi state chiedendo quale sia la penitenza in caso non indovini l’identità degli oggetti, quale miglior punizione se non un chupito!

6. Il collage imbarazzante

Si sa che ogni vero amico che si rispetti conserva un nostro album di foto altamente discutibili di un passato oscuro, ma anche magari dei migliori hangover, o dove non hanno esattamente catturato il nostro lato migliore.

E se, invece, siamo sempre favolosi e fotogenici come Barney (coloro che avranno visto “How I met your mother” capiranno), c’è sempre quel meraviglioso strumento chiamato photoshop che ci permette di modificare la foto come meglio ci aggrada.

In genere queste opere fotografiche vengono stampate e affisse nei dintorni del luogo della discussione, una specie di galleria fotografica di scatti imbarazzanti di cui non ricordavi l’esistenza e che ora tappezzano la via dell’Università, a ricordarti che hai vissuto giorni peggiori.

Se nei precedenti punti il tempo di segregazione in casa era di qualche giorno, dopo questa galleria d’arte, è possibile già vedere le fondamenta del fortino di cuscini che sta costruendo in casa.

7. Il carrello della spesa

Quando il vostro amico inizierà a inciampare sui suoi stessi piedi, allora forse sarà giunto il momento di privarlo della facoltà di camminare e come un sacco di patate metterlo dentro un carrello della spesa e spingerlo per le vie del centro.

Magari aggiungete ai vostri acquisti degli alcolici e portatelo in giro come un moderno dio Bacco mentre egli farà brindisi con ogni persona che incontrerà.

Infine, per concludere il tour, fate girare più volte su se stesso il carrello e lasciate il neolaureato in mezzo alla strada con l’impossibile compito di uscirne indenne.

In questo caso il problema non sarà il tempo di imprigionamento, ma quello di riuscire a tornare a casa.

8. La telefonata infame

Uno scherzo infame che lo farà crollare in ginocchio e singhiozzare dalla disperazione, è quello della “telefonata”.

Per architettare questo scherzo avrete bisogno di un complice adulto o di un bravo imitatore, con una voce ferma, che non scoppi a ridere e soprattutto non riconoscibile dalla vostra vittima.

Questi dovrà telefonare al laureato poco prima dell’inizio della festa e fingersi un rappresentante dell’università, il quale dovrà spiegare che, a causa di un’errata registrazione di un esame, il titolo di laurea non può ritenersi valido e dovrà ripetere tutta l’esposizione della testi, oltre all’esame (vi suggerisco di scegliere l’esame che più ha odiato per un effetto all’ennesima potenza). Ora godetevi il vostro amico pallido e disperato sul principio di una crisi di pianto isterico, mentre si strappa i capelli e dopo qualche tempo, uscitevene con “Questa era una candid camera!”.

In questo caso il consiglio che vi posso dare è quello di iniziare a correre. Run, Forrest, run!

Dopo una tale escalation di figuracce, potrete premiare il vostro povero amico con il suo meritatissimo regalo, aspettando la sua temibile vendetta.