L’Accademia degli Incamminati: la storia dei Carracci

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L’ Accademia degli Incamminati nasce nel 1582 a Bologna. Ad oggi è ancora considerata una delle Accademie d’arte più importanti in Italia. Nata sotto il nome di Accademia del Naturale infondeva ai suoi allievi la riproduzione del vero.

Nel contesto della Controriforma le accademie rappresentavano un vero e proprio punto di svolta. Gli artisti infatti potevano disegnare dal vivo modelli nudi e portarono avanti la rivalsa degli artisti che volevano essere considerati al pari dei poeti e dei musicisti.

I fondatori

L’Accademia fu fondata dai Carracci: i fratelli Agostino e Annibale e il cugino Ludovico, il quale successivamente portò avanti da solo l’Accademia.
Lo scopo era quello di formare gli artisti in senso completo attraverso attività sia teoriche che pratiche. Queste attività non riguardavano solo l’arte, ma anche discipline minori.

Si trattava per lo più di una scuola (o bottega) privata dove, a differenza delle altre accademie che privilegiavano i pittori tardo manieristi (ormai considerati privi di creatività), si prendevano a modello gli artisti del Rinascimento (Michelangelo, Raffaello, Tiziano e gli artisti veneti). In più si incoraggiavano gli allievi a creare opere che imitassero quanto più possibile la realtà. Una pittura perciò naturalistica e spontanea e non più basata su degli schemi fissi.

Le lezioni teoriche erano per lo più guidate e gestite da Agostino, dei tre sicuramente quello più erudito.
A Ludovico era affidato il compito tecnico-pratico nella scuola e incitava la rappresentazione di figure religiose che ispirassero modestia, santità e devozione.
Annibale invece si contraddistingueva da una pittura raffinata basata sui maestri del Cinquecento.
Tramite l’Accademia si formarono tantissimi talenti e alcuni tra i migliori pittori italiani del primo Seicento, tra cui Giacomo Santarelli (ricordato soprattutto per le sue opere architettoniche a Forlì).

Le opere provenienti dall’Accademia degli Incamminati

Possiamo ritrovare un esempio delle opere dei Carracci a Palazzo Fava dove sono raffigurate le Storie di Giove ed Europa e le Storie di Giasone e Medea. Queste realizzate dalla collaborazione di tutti e tre insieme risalgono al 1584.
Ludovico, il più anziano dei tre e pittore di maggior rilievo, nel 1604 insieme ai suoi allievi lavorò ad una serie di dipinti murali nel chiostro di San Michele in Bosco. Purtroppo la scelta di utilizzare la tecnica dell’olio su muro non fu delle più sagge in quanto le caratteristiche climatiche del luogo deteriorarono quasi subito le opere.
Palazzo Pepoli, invece, ospita l’autoritratto di Agostino.
La maggior parte delle opere dei Carracci sono conservate a Firenze, Parma e Roma.

Se sei desideroso di poter ammirare le opere dei Carracci a Bologna ti invito a fare un giro nella Pinacoteca Nazionale, nella chiesa di Santa Maria della carità e negli altri luoghi citati su.
Fatti travolgere dall’arte!