Biblioteca dell’Archivio Storico di Stato: le memorie patrie

Biblioteca dell’Archivio Storico di Stato: le memorie patrie

La Biblioteca dell’Archivio storico di Stato di Bologna è una biblioteca interna all’istituto, disponibile per gli studiosi che frequentano la sala studio. In passato i frequenti e rapidi mutamenti della situazione politica contribuirono a rendere molto difficile la realizzazione di un piano organico di interventi in materia di archivi; di conseguenza i luoghi destinati alla conservazione delle carte subirono numerosi cambiamenti e trasformazioni che determinarono la perdita di molta parte del patrimonio documentario e la mancanza di un ordinamento. Nonostante ciò, è tuttavia considerevole la quantità di documentazione che si è salvata.

La creazione dell’istituzione

Nel 1859 Luigi Frati, capostipite di una famiglia di illustri eruditi e direttore della biblioteca dell’Archiginnasio, suggerì l’adozione di un progetto riguardante i “tre bisogni principali della città di Bologna” (una sede per le Scuole tecniche, un mercato coperto e un Archivio di memorie patrie).

Tra questi la creazione di un “Archivio di memorie patrie”. La costituzione dell’Archivio di Stato di Bologna contribuì a risolvere l’esigenza di concentrare in un’unica sede i principali fondi documentari prodotti dalle diverse istituzioni cittadine.

Inizialmente il nuovo archivio ebbe come prima sede Palazzo Galvani. Successivamente quest’ultimo fu unito con l’Archiginnasio con l’obiettivo di raccogliere nella struttura, che era stata sede dell’antico studio bolognese, la biblioteca, gli archivi ed i musei di antichità per costituire un centro di attività scientifica e culturale.

L’archivio oggi

Oggi la Biblioteca dell’Archivio storico di Stato di Bologna conserva e mette a disposizione del pubblico una ricca documentazione relativa all’area bolognese (dal secolo XV al secolo XX). Tra gli ambiti di ricerca meglio documentati abbiamo: territorio, paesaggio, infrastrutture, opere pubbliche e politiche, lavoro, sanità, etc. Nel corso della sua storia l’Archivio fu spostato in sedi diverse. Durante la seconda guerra mondiale venne collocato nei seminterrati del Liceo ”Augusto Righi”, dove si preservò dai possibili danni bellici, mentre nell’estate del 1984 fu trasferito in alcuni locali dell’ex Ospedale psichiatrico ”Francesco Roncati” dove rimase fino al 2006. Nel novembre 2007 è stata inaugurata l’attuale sede, cioè l’ex convento dei monaci celestini.